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mercoledì 12 settembre 2012

Uso degli strumenti tecnologici nella scuola e privacy: interviene il Garante

Con un comunicato stampa potremmo dire "epocale", in data 6.09.2012 il Garante per la Privacy è intervenuto su un tema di grande attualità da un lato, ma allo stesso tempo estremamente delicato vista i soggetti coinvolti.

L'authority, infatti, alla luce degli enormi cambiamenti tecnologici, rispetto anche a pochi anni or sono, ha dettato alcune regole rivolte a professori, genitori e studenti in materia di privacy a scuola affrontando numerosi argomenti dall'uso dei tablet, passando per i social network, per giungere fino alla pagella elettronica.

Riportiamo in sintesi i punti principali del provvedimento rimandando al sito ufficiale per la lettura completa del documento ed aggiungendo alcune considerazioni di carattere personale.

Il provvedimento chiarisce, innanzitutto, la non lesività della privacy riguardo al comportamento dell'insegnante che assegna un tema inerente il mondo personale dei propri alunni.

Per altro verso rimette, invece alla sensibilità dell'insegnante stesso la possibilità di trovare un equilibrio tra tutela della riservatezza ed esigenze didattiche quando vengono letti in classe gli elaborati soprattutto quando si tratta di argomenti delicati.

Certamente oggi simili indicazioni fanno particolarmente riflettere soprattutto se pensiamo che, sino a qualche anno fa era assolutamente impensabile o, comunque, potremmo dire, non ritenuto "socialmente rilevante", dettare regole per la tutela della riservatezza degli alunni in ordine al contenuto di un compito in classe.

E' nell'esperienza di ciascuno di noi, infatti, aver affrontato lo svolgimento di un compito in classe su tematiche familiari o, comunque, di natura personale, quantomeno con un minimo di disagio considerato che lo stesso sarebbe stato letto dall'insegnante ed eventualmente ascoltato anche dai compagni di classe, pur senza farne particolari drammi.

Se questo è verò è altrettanto giusto però che, un'area considerata da sempre totalmente "franca" (o quasi) come quella degli argomenti dei compiti in classe, possa oggi trovare, visto anche il maggior interesse sociale sul tema della tutela della riservatezza, un minimo di contemperamento, seppur questo sia sempre rimesso alla coscienza e alla sensibilità degli insegnanti.

Uno dei temi maggiormente innovativi e non poteva essere altrimenti, vista ormai la loro enorme diffusione, soprattutto tra i giovani, è quello dell'uso dei cellulari e dei tablet all'interno della scuola.

Il provvedimento chiarisce che "L'uso di cellulari e smartphone è in genere consentito per fini strettamente personali, ad esempio per registrare le lezioni, e sempre nel rispetto delle persone. Spetta comunque agli istituti scolastici decidere nella loro autonomia come regolamentare o se vietare del tutto l'uso dei cellulari. Non si possono diffondere immagini, video o foto sul web se non con il consenso delle persone riprese. E' bene ricordare che la diffusione di filmati e foto che ledono la riservatezza e la dignità delle persone può far incorrere lo studente in sanzioni disciplinari e pecuniarie o perfino in veri e propri reati".

Medesime considerazioni vengono effettuate poi a proposito dei tablet, se usati a fini di registrazione e non soltanto per fini didattici o per consultare in classe libri elettronici e testi on line.

Anche questo è certamente un importante segno dei tempi, visto che, con il passare del tempo, non sarà certamente possibile "arginare" il fenomeno di questi strumenti tecnologici, ma anzi andrà incentivato.

E' notizia proprio di queste ore, peraltro, che nelle intenzioni del Ministro della Pubblica Istruzione, c'è quella di dotare ogni docente di un tablet.

La novità importante, a mio avviso, è però costituita dall'apertura che si fa nei confronti di questi strumenti soprattutto per fini didattici.

Perseguendo questa strada, forse, tra qualche anno (con evidente risparmio per tutti) a scuola i libri cartacei potranno essere sostituiti completamente dagli e-book.

Sulla stessa lunghezza d'onda le disposizioni in materia di recite e gite scolastiche, atteso che il Garante precisa che "non violano la privacy le riprese video e le fotografie raccolte dai genitori durante le recite, le gite e i saggi scolastici. Le immagini in questi casi sono raccolte a fini personali e destinati ad un ambito familiare o amicale. Nel caso si intendesse pubblicarle e diffonderle in rete, anche sui social network, è necessario ottenere il consenso delle persone presenti nei video o nelle foto".

A questo punto la domanda sorge spontanea. Quando mai in passato un genitore si è preoccupato della liceità di riprendere il proprio figlio, insieme ai propri compagni di classe durante una recita ovvero quando mai un ragazzo si è preoccupato se fosse possibile riprendere i suoi amici in foto o in video durante una gita ?

Questo fenomeno di raccolta delle immagini che, in passato, rimaneva generalmente circoscritto all'uso personale, oggi più che mai, vive, invece, nell'opposta dimensione della condivisione che ormai può avvenire con un semplice click attraverso il web (con Facebook in primis) e in tempo reale attraverso uno smartphone.

D'altro canto va detto che, negli ultimi anni, sui tavoli dei magistrati sono pervenuti fascicoli di illeciti penali (o civili) perpetrati proprio grazie all'uso dei social network, tra ragazzi, spesso minorenni, cominciando ciò a generare un minimo di allarme sociale.

E' certamente un fenomeno con cui fare i conti che non possiamo ignorare e come tale va regolamentato da un lato, ma allo stesso modo non demonizzato, in una costante e continua ricerca di un equilibrio tra la tutela della riservatezza e la possibilità di effettuare riprese fotografiche o video da parte dei ragazzi.

Tralasciando l'esame di altre disposizioni relative alla (ovvia) illiceità della pubblicazione del mancato pagamento di rette del servizio mensa e alla possibilità di installare telecamere (da attivare solo negli orari di chiusura), ci soffermiamo su un'altra importante novità tecnologica.

Il Garante, infatti, si occupa anche della pagella elettronica e del registro di classe on line.

L'Authority, infatti, pur in attesa di poter esprimere il previsto parere sui provvedimenti attuativi del Ministero dell'istruzione riguardo all'iscrizione on line degli studenti, all'adozione dei registri on line e alla consultazione della pagella via web, parla comunque di questi strumenti, auspicando l'adozione di adeguate misure di sicurezza a protezione dei dati.

Probabilmente è proprio questa la sfida del futuro. Non solo, infatti, sarà necessario investire sull'adozione di strumenti tecnologici per digitalizzare registri e pagelle, ma soprattutto sulla creazione di un elevato standard di sicurezza che impedisca accessi indesiderati o distruzione dei dati in essi contenuti.

Non da ultimo ricordiamo, infine, che per illustrare il tutto il Garante ha anche predisposto un apposito opuscolo liberamente scaricabile dal sito istituzionale.

Concludendo, insomma, per la prima volta i problemi legati alla tutela della privacy determinati dall'utilizzo di strumenti tecnologici di cui ormai da tempo si discute vengono ufficialmente affrontati anche in relazione alla scuola, luogo di importanza fondamentale all'interno della società per la crescita delle future generazioni che, come tale, non può (e non deve) rimanere indietro rispetto ai suoi fruitori principali (gli studenti), ma anzi deve continuare a garantire sempre il suo ruolo in un mondo sempre più 2.0.....


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